Ecco come fare:
Tramite l'azionariato popolare, si ottiene una capillare diffusione della proprietà delle quote della società, che anziché essere possedute da un numero limitato di soci, è invece in mano ad un numero il più elevato possibile di soggetti, soprattutto investitori cosiddetti "non istituzionali".
Coinvolgendo un corposo numero di soggetti nelle sorti dell'impresa, l'azionariato popolare ha la capacità di favorire una maggiore stabilità politico-sociale con una distribuzione del reddito più omogenea, e consente una partecipazione ampia alle sorti della società attraverso la partecipazione di un vasto numero di soci alle assemblee societarie.
In pratica le quote delle società sportive diventano di proprietà dei tifosi, che possedendo anche una sola azione, hanno la proprietà di una quota azionaria e godono di tutti i diritti e i doveri per legge spettanti al singolo socio.
Il Futbol Club Barcelona, con i suoi 163.000 soci circa, costituisce il più grande esempio di azionariato popolare nel mondo[1].
In Spagna vi sono quattro grandi club che applicano questo modello. Oltre al già citato Barcellona, vi sono il Real Madrid, l'Athletic Bilbao e l'Osasuna.
In Gran Bretagna l'Ebbsfleet United Football Club è stato acquisito dal progetto MyFootballClub.
Sulla scia di questi esempi, anche in Italia è nata l'Associazione Sportiva Squadramia, che nel 2009 ha acquisito il 10% della proprietà dell'Associazione Sportiva Dilettantistica Santarcangelo.
Per quanto concerne la Serie A, invece, il primo ed unico esempio di azionariato popolare è quello rappresentato da MyROMA, ente di diritto privato che dal mese di maggio 2010 ha dato vita ad un soggetto giuridico formato unicamente da tifosi che sta partecipando in maniera fattiva al capitale sociale del club giallorosso.
In Italia, oltre alla Roma e al Santarcangelo le altre squadre che godono di un azionariato popolare sono: Mantova, Arezzo,Vibonese ed Hellas Verona.
L'esempio:
Futbol Club Barcelona
L'azionariato popolare del Barcellona non è solo un fenomeno di tifo. Secondo la maggior parte degli storici e dei sociologi, nell'aderire al Barça (il soprannome dato dai tifosi alla squadra) la grande massa sociale del club non ha obbedito a motivi di natura esclusivamente sportiva, ma soprattutto al carattere rappresentativo che, per molti appassionati, il club possiede su un piano sociale e politico[2].
Il FC Barcelona, reputato l'entità sociale più conosciuta della Catalogna, ha esercitato, nel corso della propria storia, una funzione rappresentativa di difesa dei valori catalani, che il club ha preservato pubblicamente in numerose occasioni, come osserva il giornalista inglese Jimmy Burns nel suo libro Barça, la pasión de un pueblo. Il club si è sempre segnalato per attività e azioni di difesa della cultura e della lingua catalana, sin dall'inizio lingua ufficiale di tutti i documenti del sodalizio eccezion fatta per gli anni della dittatura franchista.
Per questi motivi, il modello dell'azionariato popolare ha avuto un grandissimo successo nel caso del Barcellona.
Tramite l'azionariato popolare, si ottiene una capillare diffusione della proprietà delle quote della società, che anziché essere possedute da un numero limitato di soci, è invece in mano ad un numero il più elevato possibile di soggetti, soprattutto investitori cosiddetti "non istituzionali".
Coinvolgendo un corposo numero di soggetti nelle sorti dell'impresa, l'azionariato popolare ha la capacità di favorire una maggiore stabilità politico-sociale con una distribuzione del reddito più omogenea, e consente una partecipazione ampia alle sorti della società attraverso la partecipazione di un vasto numero di soci alle assemblee societarie.
In pratica le quote delle società sportive diventano di proprietà dei tifosi, che possedendo anche una sola azione, hanno la proprietà di una quota azionaria e godono di tutti i diritti e i doveri per legge spettanti al singolo socio.
Il Futbol Club Barcelona, con i suoi 163.000 soci circa, costituisce il più grande esempio di azionariato popolare nel mondo[1].
In Spagna vi sono quattro grandi club che applicano questo modello. Oltre al già citato Barcellona, vi sono il Real Madrid, l'Athletic Bilbao e l'Osasuna.
In Gran Bretagna l'Ebbsfleet United Football Club è stato acquisito dal progetto MyFootballClub.
Sulla scia di questi esempi, anche in Italia è nata l'Associazione Sportiva Squadramia, che nel 2009 ha acquisito il 10% della proprietà dell'Associazione Sportiva Dilettantistica Santarcangelo.
Per quanto concerne la Serie A, invece, il primo ed unico esempio di azionariato popolare è quello rappresentato da MyROMA, ente di diritto privato che dal mese di maggio 2010 ha dato vita ad un soggetto giuridico formato unicamente da tifosi che sta partecipando in maniera fattiva al capitale sociale del club giallorosso.
In Italia, oltre alla Roma e al Santarcangelo le altre squadre che godono di un azionariato popolare sono: Mantova, Arezzo,Vibonese ed Hellas Verona.
L'esempio:
Futbol Club Barcelona
L'azionariato popolare del Barcellona non è solo un fenomeno di tifo. Secondo la maggior parte degli storici e dei sociologi, nell'aderire al Barça (il soprannome dato dai tifosi alla squadra) la grande massa sociale del club non ha obbedito a motivi di natura esclusivamente sportiva, ma soprattutto al carattere rappresentativo che, per molti appassionati, il club possiede su un piano sociale e politico[2].
Il FC Barcelona, reputato l'entità sociale più conosciuta della Catalogna, ha esercitato, nel corso della propria storia, una funzione rappresentativa di difesa dei valori catalani, che il club ha preservato pubblicamente in numerose occasioni, come osserva il giornalista inglese Jimmy Burns nel suo libro Barça, la pasión de un pueblo. Il club si è sempre segnalato per attività e azioni di difesa della cultura e della lingua catalana, sin dall'inizio lingua ufficiale di tutti i documenti del sodalizio eccezion fatta per gli anni della dittatura franchista.
Per questi motivi, il modello dell'azionariato popolare ha avuto un grandissimo successo nel caso del Barcellona.

Nessun commento:
Posta un commento